chi sono
Utente: erzsi
Nome: erzsi
commenti recenti
archivio
oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
categorie
links
partecipano

foto recenti
bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
counter
visitato *loading* volte
venerdì, 29 giugno 2007

questa è una riflessione stimolata da mille altre del mio passato e da una bella poesia che sta girando in questo periodo sui blog, che paragona le ragazze alle mele: quelle che cadono facilmente a terra solo le più facilmente raggiungibili, ma anche le più ammaccate e amare, mentre quelle sulla cima sono le più buone e le più lontane al contempo, e non sempre gli uomini hanno la forza di elevarsi fino alla cima dell' albero per coglierle, preferiscono concedersi quelle più brutte e ammaccate che giacciono a loro piedi... la mela più alta è anche la più solitaria, svetta fra le foglie più belle, vicina al sole, e vede il cielo azzurro e il velluto della notte, e sente più vicini i grandi uccelli del mondo , i falchi e le aquile , lontani e solitari come lei. le mele sulla cima hanno spesso molta paura che nessuno avrà mai il coraggio di tendersi verso di loro, con le braccia protese verso il cielo e il sole sulla faccia, per poterle cogliere, e spesso preferiscono lasciarsi dondolare nel vento e cadere a terra, fra tante altre identiche a loro. Allora, qualche uomo che ha paura di sè e delle mele più belle, si chinerà, piegando la schiena a terra, nascondendo il sole, e i suoi occhi e le sue mani si riempiranno di polvere, e prenderà una fra le tante mele, tutte uguali, tutte amare, perchè tanto, per i suoi occhi accecati dalla polvere e dalla paura, una vale l' altra. Non tutte le mele più belle hanno il coraggio di rimanere sole sulla cima per tanto tempo, temono che nessuno avrà mai tanto coraggio da raggiungerle, peccano di diffidenza... chi mai sarà tanto coraggioso, tanto forte, da raggiungere questa cima lontana? nessuno, forse? qua su, nel vento fresco, ci si sente così soli... eppure basterebbe tanto poco per scivolare verso la terra, dove la mano arriva più facilmente... le belle mele sulla cima spesso si dimenticano di non essere le uniche ad essere lontane, che ci sono al mondo tante creature come loro, che non sono sole, e che qualcuno, un giorno , le coglierà : ed allora, non dovranno ritrarsi all' indietro, spaventate dalla nuova avventura che gli offre quella mano protesa, ma lasciarsi andare, senza paura, verso chi le coglierà...

una seconda riflessione, di natura molto diversa, mi è venuta pensando alla vita in generale , e mi sono detta : a cosa serve cercare di accumulare grandi ricchezze, territori sconfinati, beni interminabili, se questi un giorno ci verranno strappati dalla morte? a cosa serve, se un giorno noi spariremo da questo mondo, lasciano tutti quegli oggetti che ci siamo affannati a conquistare? a cosa serve possedere una grande vigna, cercare di accrescerla sempre di più , fino allo spasmo, nel disperato tentativo di avere " la più grande", se poi la lasceremo inutilizzata? non tutti hanno la straordinara capacità di poter mettere a frutto una grande vigna, nella vita, a volte devono accontentarsi di un solo grappolo d' uva : e allora, perchè sprecarlo? perchè impedirsi il segreto piacere di staccare lentamente un acino dal grappolo d' uva, che è nostro e nostro soltanto, e sentirne davvero il sapore zuccherino, la consistenza liscia della buccia, la polpa succosa, e poi passare lentamente ad un altro acino, indugiando, avvertendo la differenza di sapore con il precedente, una nota acidula, qualcosa di diverso, di evocativo, e poi ancora... a cosa serve credere che quello che abbiamo è troppo poco per soddisfare i nostri desideri, se nemmeno noi conosciamo questi desideri? sapremo davvero cosa farcene, di una grande vigna? io personalmente sono felice di possedere un solo grappolo d' uva, perchè esso mi permette di conoscerlo a fondo, di gustarlo, di " sentirlo" davvero, mentre i territori sconfinati danno scarse possibilità di essere gustati e conosciuti fino in fondo, non possono essere amati come un piccolo acino perchè non sono unici, e solo quegli uomini veramente grandi, che hanno ricevuto in dono una grande intelligenza saranno in grado di sfruttare al meglio la loro grande vigna...

insomma, sono felice, del mio piccolo grappolo, e spero che possiate esserlo anche voi , piccole mele sulla cima di un albero sotto il sole sfavillante...

Erzsi Little Apple

postato da: erzsi alle ore 13:28 | Link | commenti (3)
categoria:pensieri
mercoledì, 30 maggio 2007

Qualche giorno fa riflettevo, seduta al sole sul mio balcone, su cosa sia veramente importante vivere; lo so, è una domanda difficile, senza risposta, ma , alla luce delle mie più recenti esperienze, ho voluto capire cos’è che ho imparato in questi ultimi mesi, cosa veramente conta per me. Un tempo, credevo che tutto fosse facile, come sempre nella vita dei bambini : le difficoltà non esistevano, esisteva solo la vita, che scorreva lenta e sempre uguale, eppure non ero infelice; era tutto molto confuso, ma non avevo la smania di capire. Poi, ho attraversato un momento doloroso, che ho rievocato molte volte in seguito, e da allora, all’ improvviso, ho cambiato qualcosa : vale davvero la pena di sprecare quegli istanti di felicità che ogni giorno ci si propongono, più o meno evidenti, alla ricerca di “ qualcosa” che in fondo non raggiungeremo mai? Ho passato i primissimi anni dell’ adolescenza ( gli 11-12 anni ) cercando di capire cosa il mondo si aspettasse da me , soprattutto, cosa io mi aspettassi da me, cosa desideravo diventare e cosa ero già ( anche se ridevo al pensiero di quelle parole di mio padre che ancora adesso ricordo a perfezione :” durante l’ adolescenza si va alla ricerca di se stessi, si decide quale immagine si vuole rappresentare nella vita “). Un giorno, in quel periodo triste che trascorsi, lessi un articolo sul giornale che mi lasciò colpita : parlava di come tutti noi, sempre più spesso mano mano che il tempo passa , iniziamo a farci propositi per la pensione, sogni e desideri da realizzare quando “ non avremo più niente da fare”: <<io imparerò a cucinare!>>, <<io dipingerò tutti i giorni !>>, <<io imparerò il russo !>> eccetera eccetera eccetera. Poi arriva davvero quel fatidico momento in cui speravi di non aver più nulla da fare, e scopri che, invece, di cose da fare ne hai. Che non è per niente vero che , se il nostro corpo rallenta il ritmo, deve rallentare anche la vita. Pensai molto a quel che avevo letto, e piano piano capii che quelle piccole cose di cui non ci rendiamo mai conto , e che sono lì apposta per noi – il sole caldo la mattina, il cinguettìo degli uccellini, un bambino che ci sorride dalla carrozzina-, non potevano essere lasciate passare così , senza nemmeno rendersene conto. Sul mio diario, quella mattina di sole in cui ho pensato a tutto questo, ho scritto “prima pensavo che, forse , non è veramente importante capire il perché di certe emozioni, analizzare la nostra psiche, ma solo catturare quella farfalla fuggevole nel nostro retino, fermarla, e poi lasciarla andare , godendo dell’ emozione che dà il suo volo leggero, e la bellezza dei suoi colori, e la fuggevolezza del momento…”

Lo so, parlare di argomenti così complessi e personali non è molto giusto, in un blog, ma … beh, che dire : non sono riuscita a trattenermi

 

Erzsi
postato da: erzsi alle ore 11:57 | Link | commenti (1)
categoria:pensieri
mercoledì, 16 maggio 2007

oggi, a scuola, abbiamo fatto il tema; inizialmente pensavo che la traccia che avevo scelto non mi avrebbe dato molto da scrivere , perchè non ce n' era nessuna che mi attirava particolarmente, e quella mi era parsa la meno peggio. comunque. come sempre, non conviene fidarsi della prima impressione, anche quando si parla di temi, e così alla fine ho scritto moltissimo; anzi, vi dirò di più, mi sono anche entusiasmata a scriverlo, quel tema! ed è qui che sta il punto. il tema aveva come traccia " come sei cambiata in questi due anni, fisicamente, culturalmente e psicologicamente", e mi sono resa conto che questi due anni, che all' apparenza mi sono sembrati così brevi, sono passati in realtà con una velocità incredibile, e se non fosse per come sono cambiata e per tutti gli avvenimenti che mi hanno segnata in questi 730 giorni circa appena trascorsi. solo due anni fa avevo paura di cambiare, di scoprire qualcosa di nuovo, di allargare i miei orizzonti; non è molto facile far finta di sapere già tutto? ma ora è diverso : sento un desiderio di cambiamento continuo, non posso più stare ferma con la mente, con il corpo, con i miei desideri. immediatamente desidero fuggire, eppure non ce la faccio, perchè non so dove devo andare, nè se c' è effettivamente una meta da raggiungere. vi siete mai sentiti così? incompleti, sospesi? ed esiste davvero qualcosa che ci possa saziare, oppure non esiste, ed è un vuoto generale che non ha una particolare origine, o ancora è solo una sensazione momentanea dell' adolescenza?

chi lo sa... ho cercato di capirlo, ma ovviamente fin' ora non ci sono riuscita... proverò ancora. poi, chi lo sa, forse troverò qualcosa di inaspettato.

Erzsi

postato da: erzsi alle ore 20:06 | Link | commenti (1)
categoria:pensieri
mercoledì, 09 maggio 2007

vi è mai capitato di sentirvi soli? ma soli, soli , soli? so che è strano parlare di queste cose su un blog, ma non so davvero con chi farlo... se avessi qualcuno con cui parlarne, o almeno con cui sfogarmi, del resto, non mi sentirei sola! e non dico sola nel senso di non avere nessuno con cui uscire il sabato pomeriggio, ma proprio " sola", sola da non riuscire a parlare con nessuno, da non essere in grado di stabilire un contatto. si può essere in mezzo a un mare di gente e sentirsi soli: è così che mi sento io. è triste, perchè non solo non sai mai cosa pensare,con chi parlare, anche se detto così può sembrare sciocco, ma non sai neanche dov' è che sbagli, e se sei solo tu a sbagliare. capite cosa intendo? significa non sapere dove guardare, avvicinarsi alla gente sperando che ti chieda " come va? oggi hai una faccia allegra!" o " oggi hai un' espressione triste" e condivida con te pensieri , idee, o semplicemente parli, ti rincuori, se serve. invece, nessuno. già è difficile sentirsi rivolgere la parola, figuriamoci se poi qualcuno si accorge che avete qualcosa da dire, magari, anche qualcosa di poco importante... giro per casa, la mia casa, dove mi sono sempre sentita accolta, e quasi mi chiedo se per caso non sono capitata per sbaglio in un alberghetto di frontiera,di quelli dove nessuno si conosce e ci si incontra per troppo poco tempo per pensare di rivolgersi la parola. questo non significa che i miei familiari siano insensibili o incapaci di comunicare, perchè come ho detto non so quanta responsbilità abbiano gli altri e quanta io. di sicuro, so di non essere particolarmente estroversa, e di avere difficoltà ad avvicinarmi alla gente, quindi probabilmente il problema è mio, ma sentirsi soli è comunque brutto, anche quando è colpa nostra.

ok, ora basta... forse, un blog non dovrebbe parlare di cosa così malinconiche... o forse si , chi lo sa buona fortuna e soprattutto, se vi capita l' occasione, PARLATE! anche solo per chiedere " come va?", perchè è tristissimo stare soli, ed è ancora più triste essere soli quando sai che quella solitudine dipende in gran parte da te...

baci a tutti,

Malinconica Erzsi

 

postato da: erzsi alle ore 20:36 | Link | commenti (4)
categoria:pensieri